| caso Fallimento GIANONCELLI |
"CASO GIANONCELLI". UDIENZE TESTI ENTRO
L'ANNO, PROROGA INDAGINI PER LE QUERELE
Al lavoro la macchina giudiziaria
(Sondrio,
Red.) Come preannunciato nel numero di febbraio, il giorno 8
marzo 2002, con ludienza filtro, ha avuto inizio il
processo contro Franco Gianoncelli. Il PM, dott. Gianfranco
Avella, e la difesa, rappresentata dallavv. Franca
Alessio, entro il termine previsto dalle norme del Codice
Penale, avevano chiesto lammissione delle prove per testi,
rispettivamente per 18 e 40 nominativi. Il collegio giudicante,
presieduto dalla dott. Barbara Licitra, ha ammesso
quindici testi per ciascuna parte. È stata, invece, ammessa
integralmente sia la documentazione proposta dal PM (acquisita in
sede di indagini preliminari), che quella proposta dal difensore
(tre interi faldoni di documenti, articolati in molteplici
fascicoli).
Lavv. Alessio aveva chiesto la sospensione del processo
motivando che, per quanto concerne la riscossione di crediti
dimposta, è determinante la pronuncia della Corte di
Cassazione, presso cui pendono, al riguardo, ben tre ricorsi
civili, mentre, per quanto riguarda il fallimento, è ancora in
corso opposizione in sede civile (la causa era stata interrotta a
seguito della morte di Peppino Gianoncelli, ma i termini per
riassumere il procedimento sono tuttora aperti). Il collegio ha
rigettato la richiesta per entrambe le motivazioni e ha rinviato
il processo al 5 luglio, per l'audizione dei testi del
Pubblico Ministero, e al 4 ottobre 2002 per quella dei
testi della difesa. Lavv. Alessio sta valutando
lopportunità di impugnare avanti la Cassazione
lordinanza di rigetto della sospensione del processo.
Franco Gianoncelli, pur di essere presente alludienza
(sebbene non indispensabile, trattandosi di sola udienza per
lammissione delle prove) aveva fatto posticipare un
intervento chirurgico cui dovrà essere sottoposto
(lintervento avrà luogo nella prima quindicina di aprile).
Purtroppo il suo sacrificio non è valso a nulla in quanto,
proprio il giorno prima delludienza, ha avuto un crollo
fisico che gli ha impedito di essere presente. A Franco vanno i
nostri migliori auguri per una pronta guarigione e la nostra
ammirazione per il grande coraggio, con cui sta affrontando
questa difficile e incredibile situazione.
***
Nel frattempo il PM,
dott. Stefano Latorre, ha chiesto la proroga, per un
periodo di sei mesi (oltre 45 giorni del periodo feriale), delle
indagini promosse a seguito della querela presentata dal dott. Marco
Cottica nei confronti di Stefano Bertelli e Vanna
Mottarelli, per la quale non è andato a buon fine il
tentativo di conciliazione del 5 febbraio 2002 (cfr. la cronaca
nel servizio di V.
Mottarelli in questo stesso numero). I due
indagati hanno presentato, nei termini, opposizione alla
prosecuzione delle indagini, motivando che tutti gli elementi di
giudizio sono contenuti nel documento che ha formato oggetto di
querela. Non conosciamo ancora lesito dellistanza.
Stefano e Vanna hanno, in ogni caso, chiesto che venga accertata
la verità dei fatti indicati nel comunicato pubblicato su l
Gazetin del mese di aprile 2001, essendo i fatti medesimi
attribuiti a Pubblico Ufficiale, nellesercizio delle
proprie funzioni.
Anche a Enea Sansi, al quale già era pervenuto invito a
presentarsi il giorno 13 maggio 2002 «per rilasciare eventuali
spontanee dichiarazioni», è stata notifica nei giorni di
chiusura dell'edizione la richiesta dello steso PM di proroga del
termine di scadenza delle indagini per la querela promossa nei
suoi confronti sempre dal curatore del fallimento Gianoncelli.
Continueremo a tenervi informati sugli sviluppi delle diverse
vicende.
***
È dellultima ora
la notizia che la Corte di Cassazione, con sentenza n. 2474/02,
pronunciata il 7 novembre 2001 e depositata il 21 febbraio 2002,
ha accolto il ricorso, avverso il primo piano di riparto
dellattivo della fallita Società Gianoncelli, presentato
da taluni creditori privilegiati (Giorgio Gianoncelli, Diletto
Gianoncelli, Ida Tarchi, Ivan Scilironi, Vanna Mottarelli e Maria
Linda Moltoni).
Il dispositivo della Sentenza così recita: «La
Corte accoglie il ricorso per quanto di ragione; cassa
limpugnato decreto in relazione alla censura accolta e
rinvia, anche per le spese del giudizio di cassazione, allo
stesso Tribunale di Sondrio». Forniremo ulteriori ragguagli
nel prossimo numero, non appena avremo modo di leggere il testo
integrale della sentenza.
(da 'l Gazetin, APRILE 2002)
Torna all'indice caso Fallimento GIANONCELLI o alla Home Page Gazetin