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tellus, N. 21, 1998.
«EPOCA DELLA "FORMA"»

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tellus 21

EPOCA DELLA "FORMA"

Il numero 21 di Tellus è dedicato ai rapporti tra estetica e politica. Attraverso questo rapporto Tellus propone una serrata lettura del senso di fondo della storia di questo secolo. Ed è proprio allo svincolo del secolo che, secondo Tellus, si trova l'evento fondamentale dove si raccolgono le fila e le maglie della nostra storia recente: la Shoah. La Shoah è il senso profondo del nazismo così come il nazismo è la realizzazione più conseguente dello spirito europeo moderno. Questa forte affermazione non è tuttavia il frutto di un semplice gusto per la provocazione quanto il risultato di un rigoroso percorso analitico intorno alla natura della "modernità", la quale, fin dall'inizio, si è imposta come un progetto di integrale dominio della natura da parte dell'uomo e, alla fine, dell'uomo sull'uomo.

Tellus inserisce qui la sua propria valutazione: il nazismo non avrebbe fatto altro che portare alle estreme conseguenze l'atteggiamento dell'artista romantico il quale, com'è noto, si vuole unica misura di tutto ciò che fa e di tutto ciò che crea. Applicando alla realtà politica questo principio si ottengono infatti risultati catastrofici. Se tutte le cose, compreso l'uomo, vengono considerate alla stregua di un materiale grezzo sul quale un "io" creatore può esercitare la sua pura e ludica creatività, allora tutto diventa possibile: cancellare interi gruppi etnici, migliorare la qualità razziale di un popolo attraverso una selezione genetica, inventare una un nuovo quadro dei popoli e delle razze, e così via. La violenta libertà con cui il nazismo cercò di operare tutto ciò avrebbe il suo modello nella libertà con cui l'artista romantico si pone dinanzi all'opera della sua creazione. L'arte romantica, così scevra da ogni preoccupazione morale ed etica, diventa così il modello di un operare politico che se trova nel nazismo la sua espressione compiuta non finisce tuttavia con questo di produrre effetti sul nostro presente.

Epoca della forma sarebbe pertanto la nostra epoca, profondamente segnata dallo stigma dell'Olocausto. Questo numero di Tellus si pone, per densità d'analisi e rigore di linguaggio ad un alto livello scientifico e tuttavia non è per nulla inaccessibile. Bisogna anzi dare atto all'équipe di Tellus dello sforzo compiuto per raggiungere livelli di comunicazione sempre più larghi, pur nei limiti imposti dalla materia trattata. In questo numero sono presenti contributi che meritano per esempio l'attenzione specifica del mondo della scuola, ci riferiamo in particolare allo scritto del filosofo francese Jean-Luc Nancy sulla Shoah e all'ottima scelta di averlo pubblicato in versione bilingue. I rapporti tra estetica e politica emergono con singolare forza nel saggio di Jacob Taubes, il pensatore e teologo ebreo, scomparso nel 1987, autore del fondamentale studio dal titolo Escatologia occidentale (Garzanti, 1997). La riedizione del discorso di Gottfried Benn, indiscusso maestro dell'espressionismo tedesco, dal titolo Epoca che viene, epoca della "forma", pubblicato nel 1934, da cui Tellus riprende problematicamente il titolo, è invece un ottimo esempio di come l'intellettualità tedesca "non emigrata", più o meno compromessa con il regime, concepì in effetti la propria funzione e quella dell'arte, come un vero e proprio arsenale di modelli per l'agire politico.