Rivista italiana di geofilosofia

Attività culturale
Autori
Home Page
Indici
prosegui visita

tellus, N. 20, 1998.
«METAFORE LOCALI, la cultura dell'autonomia»

PER RICHIESTE IMMEDIATE
effettuare versamento di Euro 7,75
sul
c.c.p. n. 10540235 intestato a:
LABOS - 23017 Morbegno
specificando nella causale:
«Tellus 20»
riceverete (senza alcun aggravio di spese postali) quanto richiesto
per invio immediato trasmettere ricevuta di versamento al fax 0342 610861
per modalità di abbonamento vedi Home Page

OFFERTA SPECIALE
tellus 18+19+20+21

per soli € 10,00 !!!
(versamento e modalità come sopra
indicando
«OFFERTA TELLUS 18>21»)

Editrice LaboS, Morbegno

tellus 20

METAFORE LOCALI, la cultura dell'autonomia

Numero 20 della rivista Tellus. Ovvero: Metafore locali, la cultura dell'autonomia. Il noto politologo Marco Tarchi, il Collettivo 33 di Napoli (recentemente assurto alla cronaca culturale per il dibattito-scontro che lo ha visto protagonista insieme al filosofo Gianni Vattimo), l'antropo-filosofo Ottavio Marzocca dell'università di Bari e quello straordinario personaggio filosofico che è Pietro Toesca, professore di filosofia all'università territoriale delle piccole città storiche dell'Italia centrale, rispondono ai quesiti posti dal direttore di Tellus Marco Baldino: che cos'è una cultura dell'autonomia? che cos'è la cultura della libertà in un epoca in cui al tramonto della rivoluzione fa da contrappeso una ripresa in grande stile delle parole d'ordine del liberalismo?

Il lettore troverà in questo numero la Dichiarazione dei rappresentanti delle popolazioni alpine del 1943 e il Manifesto dei cittadini meridiani promosso da Franco Cassano, Massimo Cacciari e Predrag Matvejevic. Lasciamo a questo proposito la parola a Marco Baldino, il quale scrive: «Il 19 dicembre 1943, all'indomani dello sbarco degli Alleati in Sicilia, i rappresentati delle popolazioni alpine si diedero convegno a Chivasso, alle porte della Val d'Aosta, per dare corpo e senso alle molte esperienze di autogoverno che i popoli dell'arco alpino avevano maturato nel corso di secoli e che avevano tenuto in serbo durante gli anni della “pastorizzazione” etnica delle culture regionali e provinciali voluta dal Regime. L'incontro portò alla formulazione della cosiddetta “Carta di Chivasso”, il cui contenuto, come appare fin dalla prima lettura, risulta ispirato ad una forte filosofia localistica. Questa manifestazione di spirito autonomistico anticipa molti temi e sentimenti oggi al centro dell'attenzione. La compagine dei cosiddetti “popoli alpini” dà qui forma geografica e politica all'opposizione tra due modelli antitetici di organizzazione della vita pubblica: da un lato il grande organismo totalitario dello “Stato etico” e, dall'altro, la rete dei micromondi alpini, con le loro differenze economiche, politiche ed etniche. Accanto alla Carta di Chivasso abbiamo pubblicato, come esempio di movimento ideale emancipativo- autonomistico dei popoli del Sud, il “Manifesto dei cittadini meridiani”, lanciato l'anno scorso da alcuni intellettuali dell'università. L'obbiettivo del “manifesto”: promuovere una rete meridiana a sostegno di un Sud federato in un'Italia federale, ci sembra costituire una riprova dell'impellenza sia politica che culturale della parola d'ordine dell'autogoverno, che vuole senz'altro valere, anche in questo contesto, come parola chiave per una nuova fase di crescita civile».

La sezione “archeologia editoriale” propone un testo di Cesare Battisti, patriota e martire italiano della prima guerra mondiale. Segnaliamo due brevi curiosissimi saggi sul tappeto come metafora, rispettivamente di Rudolf Kassner e Vilém Flusser e una repertorio di immagini, curato da Alberta Battisti, incentrato sull'idea del fiore come metafora del locale: può il fiore strappato mantenere un rapporto con la terra che lo ha nutrito? Altra metafora del locale, per concludere, sono i soprannomi di provincia salvati dall'oblio da Claudio Di Scalzo e Piero Chicca.