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N. 20, 1998. «METAFORE LOCALI, la
cultura dell'autonomia»
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LaboS, Morbegno

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tellus
20
METAFORE
LOCALI, la cultura dell'autonomia
Numero
20 della rivista Tellus. Ovvero: Metafore locali, la
cultura dell'autonomia. Il noto politologo Marco
Tarchi, il Collettivo 33 di Napoli (recentemente
assurto alla cronaca culturale per il dibattito-scontro che lo ha
visto protagonista insieme al filosofo Gianni Vattimo),
l'antropo-filosofo Ottavio Marzocca dell'università
di Bari e quello straordinario personaggio filosofico che è
Pietro Toesca, professore di filosofia all'università
territoriale delle piccole città storiche dell'Italia
centrale, rispondono ai quesiti posti dal direttore di Tellus
Marco Baldino: che cos'è una cultura dell'autonomia?
che cos'è la cultura della libertà in un epoca in
cui al tramonto della rivoluzione fa da contrappeso una ripresa in
grande stile delle parole d'ordine del liberalismo?
Il
lettore troverà in questo numero la Dichiarazione dei
rappresentanti delle popolazioni alpine del 1943 e il
Manifesto dei cittadini meridiani promosso da Franco
Cassano, Massimo Cacciari e Predrag Matvejevic. Lasciamo a questo
proposito la parola a Marco Baldino, il quale scrive: «Il 19
dicembre 1943, all'indomani dello sbarco degli Alleati in Sicilia,
i rappresentati delle popolazioni alpine si diedero convegno a
Chivasso, alle porte della Val d'Aosta, per dare corpo e senso
alle molte esperienze di autogoverno che i popoli dell'arco alpino
avevano maturato nel corso di secoli e che avevano tenuto in serbo
durante gli anni della “pastorizzazione” etnica delle
culture regionali e provinciali voluta dal Regime. L'incontro
portò alla formulazione della cosiddetta “Carta di
Chivasso”, il cui contenuto, come appare fin dalla prima
lettura, risulta ispirato ad una forte filosofia localistica.
Questa manifestazione di spirito autonomistico anticipa molti temi
e sentimenti oggi al centro dell'attenzione. La compagine dei
cosiddetti “popoli alpini” dà qui forma
geografica e politica all'opposizione tra due modelli antitetici
di organizzazione della vita pubblica: da un lato il grande
organismo totalitario dello “Stato etico” e,
dall'altro, la rete dei micromondi alpini, con le loro differenze
economiche, politiche ed etniche. Accanto alla Carta di Chivasso
abbiamo pubblicato, come esempio di movimento ideale emancipativo-
autonomistico dei popoli del Sud, il “Manifesto dei
cittadini meridiani”, lanciato l'anno scorso da alcuni
intellettuali dell'università. L'obbiettivo del
“manifesto”: promuovere una rete meridiana a
sostegno di un Sud federato in un'Italia federale, ci sembra
costituire una riprova dell'impellenza sia politica che culturale
della parola d'ordine dell'autogoverno, che vuole senz'altro
valere, anche in questo contesto, come parola chiave per una nuova
fase di crescita civile».
La
sezione “archeologia editoriale” propone un testo di
Cesare Battisti, patriota e martire italiano della prima guerra
mondiale. Segnaliamo due brevi curiosissimi saggi sul tappeto come
metafora, rispettivamente di Rudolf Kassner e Vilém
Flusser e una repertorio di immagini, curato da Alberta
Battisti, incentrato sull'idea del fiore come metafora del
locale: può il fiore strappato mantenere un rapporto con la
terra che lo ha nutrito? Altra metafora del locale, per
concludere, sono i soprannomi di provincia salvati dall'oblio da
Claudio Di Scalzo e Piero Chicca.
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